Diocesi di Forlì Bertinoro

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Martedì 13 dicembre festività di Santa Lucia patrona della vista nella chiesa situata in corso della Repubblica

Festa solenne in onore di Santa Lucia, patrona della vista, 13 dicembre nella chiesa di corso della Repubblica. Nella giornata centinaia di persone parteciperanno alle preghiere nella chiesa dedicata alla Santa e visiteranno la fiera delle bancarelle per acquistare il tradizionale dolce.

Lunedì 12, vigilia della festa, alle 17, primi vespri solenni, alle 17.30 santa messa e benedizione degli occhi. Il 13 messe alle 6.30, 8, 9.30, 11, 15, 17.30, presieduta dal vicario generale della diocesi, Mons. Pietro Fabbri e 19.15.

Alle 16.30 recita del rosario, alle 17 secondi vespri solenni mentre nell’intervallo delle Sante Messe, durante tutta la giornata, sarà possibile ricevere la benedizione degli occhi con la reliquia della Santa.

In occasione della festa sarà aperta anche una sottoscrizione a sostegno della missione in Congo dove ha lavorato per molti anni il missionario saveriano forlivese padre Gino Foschi, morto il 2 luglio scorso. Nel chiostro della chiesa sarà proiettato un filmato su padre Gino Foschi e la sua attività in Africa.

Nei locali della parrocchia di Santa Lucia trovano posto oltre alla sede del Centro diocesano universitari e del centro di pastorale giovanile, un appartamento per universitari, un coworking, uno spazio di dialogo con presentazione di opportunità che riguardano il mondo del lavoro e una sala studio, con 44 posti disponibili, aperta tutti giorni (esclusa domenica) dalle 9.00 alle 19.00

La festa di Santa Lucia si celebrava in precedenza il 21 dicembre, nel solstizio d’inverno, da cui il detto popolare “Santa Lucia il giorno più corto che ci sia”. A questa tema della luce è legato il patronato della vista per la quale Lucia, raffigurata con la palma del martirio e in mano un piatto con gli occhi, è invocata.

Nata a Siracusa nel 383 vi subì il martirio intorno al 305 durante la persecuzione di Diocleziano. Le sue reliquie vennero portate poi a Costantinopoli e infine a Venezia nella chiesa di San Geremia dove oggi sono custodite. E a un siciliano, Sant’Orso, che all’inizio del V secolo fu vescovo di Ravenna, risale la diffusione della devozione della Santa anche in Romagna.

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